Axe To Fall
Converge
Epitaph Records
Pubblicato il 14/12/2009 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Dark Horse
2. Reap What You Sow
3. Axe To Fall
4. Effigy
5. Worms Will Feed
6. Wishing Well
7. Damages
8. Losing Battle
9. Dead Beat
10. Cutter
11. Slave Driver
12. Cruel Bloom
13. Wretched World
Songs
1. Dark Horse
2. Reap What You Sow
3. Axe To Fall
4. Effigy
5. Worms Will Feed
6. Wishing Well
7. Damages
8. Losing Battle
9. Dead Beat
10. Cutter
11. Slave Driver
12. Cruel Bloom
13. Wretched World
Mi sono preso del tempo per recensire questo disco. L"ho lasciato suonare alla fine delle giornate oppure mentre scrivevo di altri gruppi e generi. Quello che cercavo era un difetto, un qualcosa che mi permettesse di collocarlo un gradino sotto a "Jane Doe", "You Fail Me" e "No Heroes" tre dischi che hanno fatto la storia e rappresentato per me un ascolto che non si dimentica tanto facilmente. Per la prima volta nella loro ventennale carriera i Converge si sono affidati a collaborazioni esterne e sebbene personaggi come Jacob Bannon e Kurt Ballou non siano mai stati reticenti a condividere le proprie idee con quelle di altri musicisti, alla mente di chi ha lucidamente seguito tutta la loro carriera questo poteva apparire un elemento di debolezza. Invece niente, del tutto impossibile. Ancora una volta la band proveniente da Salem nel Massachusetts ha dato modo di conoscere, prima e più di chiunque, il significato del termine metalcore. Alla faccia dei gruppetti di settore o dei pasti preconfezionati dalle etichette in cerca di guadagno facile le tredici tracce che compongono questo album sono il compimento di un percorso che non ha rallentato il suo incedere. Tra gli ospiti si mettono in luce soprattutto i Genghis Tron, che il sottoscritto ritiene uno dei migliori gruppi “estremi” attualmente attivi sul mercato, e l"imprescindibile Steve Von Till che in "Cruel Bloom" ci regala emozioni senza tempo. L"inizio è al contrario contraddistinto da un flavour totalmente old school con pezzi quali "Reap What You Sow", la title track e "Effigy" che snatureranno qualunque vostra concezione di dolore in musica. La danza elettrica di "Wishing Well" e la pazzesca "Slave Driver" svelano un"evoluzione a livello di produzione e suoni rispetto a "No Heroes" che già aveva spalancato molte porte e distrutto diversi stereotipi soprattutto nel movimento hardcore. Parlare di leggenda è troppo poco, tanto vale inchinarsi e correre al loro prossimo concerto. Muscoli e ossa non ne usciranno tanto bene ma il vostro orgoglio ne sarà ripagato totalmente.
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