Stories
EinarIndra
Möller Records
Pubblicato il 19/09/2016 da Lorenzo Becciani
Songs
A1 Sometimes I'm Wrong
A2 The Songs Are Over
A3 Thoughts
A4 Your Eyes Are Burning

B1 Sometimes I'm Wrong (Remix)
B2 The Songs Are Over (Remix)
B3 Thoughts (Remix)
B4 Your Eyes Are Burning (Remix)
Songs
A1 Sometimes I'm Wrong
A2 The Songs Are Over
A3 Thoughts
A4 Your Eyes Are Burning

B1 Sometimes I'm Wrong (Remix)
B2 The Songs Are Over (Remix)
B3 Thoughts (Remix)
B4 Your Eyes Are Burning (Remix)

Premesso che il remix di ‘Sometimes I’m Wrong’ a cura di Futuregrapher vale da solo l’acquisto del presente mini la storia di questo musicista islandese merita di essere raccontata. La passione per l’elettronica è nata molto presto, si parla addirittura di quindici anni fa, ma un incidente all’hard disk in cui serbava tutto il materiale composto lo ha spinto ad allontanarsi dal digitale e scrivere canzoni per chitarra e voce. Il ritorno a synth, manipolazioni e produzioni bollenti lo ha portato prima ad ottenere un contratto con Möller Records e poi a pubblicare ‘You Sound Asleep’. Adesso, dopo le sensazionali Small Sessions che lo hanno visto protagonista all’Auster-Club di Berlino con James Chatburn e Berlin Syndrome, è venuto il momento di staccare definitivamente la concorrenza con quattro pezzi ed altrettanti remix da brividi. “Sometimes I wanna be wrong” riecheggia nella testa e ‘Thoughts’ non ha ancora cominciato a martellare le mie tempie e m’imbatto in un passaggio che mi riporta alla mente la vastità di colori e paesaggi di ‘Space Is Only Noise’ di Nicolas Jaar. La combinazione tra soul, r&b e downtempo è geniale e l’intreccio tra le voci dell’autore e di Mama Wolf lascia presagire un futuro libero da qualunque vincolo artistico. Oltre alla suddetta traccia la scaletta è incastonata di gemme che riescono ad emozionare a semplice sguardo ma allo stesso modo a fare riflettere non appena svelate tutte la loro caratura. Un approccio sensuale e mai gelido che stupisce considerata la provenienza di questi beat e il magnifico dipinto di Nikhil Kirsch a sottolineare il valore artistico dell’opera. Oltre a Árni Grétar Jóhannesson, che avevamo celebrato insieme a Jón Ólafsson con lo spettrale ‘Eitt’, si susseguono le interpretazioni mai banali di Gunnar Jónsson Collider, Bistro Boy e Brilliantinus che infondono un retrogusto vintage alla release. Durante l’ascolto, immersi nei vostri giri mentali, troverete similitudini con George FitzGerald, Burial e James Blake ma pensate che il sottoscritto ha scoperto Einar Indra grazie ad una versione sconvolgente di ‘Pikaia’ di Magnús Leifur Sveinsson. Questo per farvi capire di non limitarvi ad una scena o qualche certezza che vi siete costruiti nel tempo. ‘Stories’ va letto e riletto, come un libro di cui non si vuole accettare la fine e, nello specifico, la fine è un viaggio che tutti voi prima o poi finirete per compiere. 

EinarIndra
From Islanda

Discography
2014 - You Sound Asleep
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