Opia
UK
Pubblicato il 29/05/2025 da Lorenzo Becciani

Dove ti trovi adesso?
Sono a casa, a Plymouth. Io e Tereza viviamo qui, ma lei è di Praga.

Anche gli altri membri o vivete in località differenti?
Il nostro nuovo bassista, Aidan, è di base a Bristol. Phoenix vive in Galles mentre Jorge nelle Canarie.

Immagino che sia complicato provare allora…
Sì, ma ci riusciamo ugualmente. Di sicuro è un ottimo posto per le vacanze.

Come si è formata la band?
Siamo nati nel 2022. Io lavoro come promoter di concerti e una band che ho sempre adorato sono i Sentenced. Mika Tenkula è morto da tempo ma Sami Kukkohovi e Sami Lopakka avevano dato vita ad una band chiamata Kypck, che mi piaceva. Così ho provato ad ingaggiarli per l’Underworld di Londra. Tereza mi ha aiutato. Da quel lavoro è nata l’idea di scrivere musica insieme. Io avevo avuto un’esperienza con i Dystopian Wrath, ma non suonavo dal vivo da un sacco di anni. Lei era già negli Agrona con Phoenix, così lo abbiamo chiamato mentre si trovata in Spagna e sono nati gli Opia.

Avete immediatamente pensato di suonare gothic doom oppure è qualcosa che si è sviluppato col tempo?
Sicuramente è la direzione che abbiamo preso dall’inizio. Una musica che ricordasse Paradise Lost, My Dying Bride, Swallow The Sun e Insominum. Non ci siamo però mai posti limiti. Vogliamo scrivere musica in grado di trasmetterci qualcosa. Ci sono anche elementi di black metal e melodic death metal nelle nostre canzoni e trovo che sia tutto naturale.

Come hai conosciuto Tereza? É lei la responsabile della componente black metal?
Sì, io e lei ascoltiamo black metal più di qualunque altra. E’ stata la voce degli Agrona e dei Wolvecrown prima che nascessero gli Opia e anche in Repubblica Ceca era coinvolta con gruppi black metal. Jorge suonava cone me nei Dystopian Wrath quindi anche lui ha quel background. Con Tereza ci siamo conosciuti a diversi concerti. Siamo parte della scena e adesso siamo anche parte della stessa band. Ha una voce aspra e pulita, passa dalle basse frequenze a quelle alte con facilità.

Pensi che la componente black metal potrebbe aumentare in futuro?
Non pianifichiamo niente. Gli elementi chiave del nostro sound ci saranno anche in futuro. Stiamo già lavorando al prossimo disco e vedremo cosa succederà pezzo dopo pezzo.

Quando avete iniziato a comporre il materiale per ‘I Welcome Thee Eternal Sleep’? 
Quando abbiamo chiesto a Phoenix di entrare nella band ci ha fatto ascoltare subito due pezzi che aveva composto. Uno dei due finirà sul secondo lavoro e l’altro è ‘Silence’. In verità aveva un arrangiamento diverso e ci ha messo mano il nostro produttore, fino alla versione che trovi sul disco.  Poi è arrivato il turno di ‘On Death’s Door Part 1’. Nel 2022 è stato scritto buona parte del materiale. C’è voluto più tempo del previsto per produrre il disco perché il nostro stava passando dalla sua precedente formazione ad una nuova e non aveva accesso allo studio precedente.

In termini di produzione quali obiettivi vi siete posti?
Volendo potremmo fare dei pezzi symphonic metal, ma non è il nostro intento. Quando si parla di gothic e doom è normale riferirsi agli anni ‘90 perché è in quel periodo che è nato tutto. Siamo grandi fan della musica finlandese. Non solo Swallow The Sun o Sentenced, ma anche gli Amorphis. Personalmente amo molto anche i Dark Tranquillity. Sono tutte band che hanno influenzato il nostro modo di produrre il disco, ma non ci siamo guardati indietro. Volevamo un disco autentico, coerente e non eccessivamente prodotto.

Perché è così difficile trovare buoni gruppi come il vostro?
Il genere è passato in secondo piano per tanti anni, ma non credo che questa musica sia scomparsa. Il fatto è che la musica ha dei cicli. Trovo che ci siano comunque delle grandi realtà. I Tribulation per esempio. Oppure gli Swallow The Sun, che quando suonano nel Regno Unito fanno sempre tutto esaurito.

Con i testi cosa volevate esprimere?
Volevamo toccare i concetti di dolore e morte. Un pezzo è stato scritto da Phoenix, per la morte di una parente per cancro. Io invece ho trattato la dissolvenza di mio nonno per demenza senile. ‘Silence’ parla dell’esperienza di perdere un figlio in mare, senza sapere se è ancora vivo o morto, mentre ‘Days Gone By’ è una riflessione profonda sulla propria esistenza non vissuta correttamente. Accettare ciò che è successo è un po’ come venire a patti con sé stessi. Il titolo è ispirato ad un verso di una canzone di una band svedese chiamata Forest Of Shadows. Si chiama ‘Wish’, l’ho fatta ascoltare agli altri ed è piaciuta a tutti.

Quali sono i vostri prossimi piani?
Suoneremo in Belgio e in Germania con i The Drowning. Di recente hanno perso il chitarrista per un incidente domestico e sarà un modo per onorare la sua memoria. Ci auguriamo di suonare presto in Italia.

(parole di Daniel Tregenna) 

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