Ciao Lauri, come stai? Sei nella hall di un aeroporto?
Sì, sono all’aeroporto di Helsinki. Sono in partenza per la Francia dove avremo un paio di giorni di promozione per il nuovo album. Parteciperemo anche ad un programma televisivo.
La prima domanda che ti faccio riguarda la copertina di ‘Weirdo’. Di chi sono le labbra? É vero il tatuaggio?
Si tratta di una nostra fan, che avrà qualcosa come duecento tatuaggi. L’ho contattata per sapere se volesse stare sulla copertina dell’album e le ho mandato qualche foto mia spiegandole cosa avrebbe dovuto fare. Si è fotografata da sola e ci ha rimandato qualche immagine. Non è un vero tatuaggio, ma appena terminata la copertina mi ha confessato che lo avrebbe fatto sul serio perché era troppo bello.
In ogni caso congratulazioni. Pubblicare un album del genere dopo tanti anni di carriera non è da tutti? L’aspetto più sorprendente è legato alla componente elettronica e come siete riusciti ad abbinarla con le vostre tipiche influenze. Che rapporto hai con le macchine, con i computer e con la musica elettronica in generale?
Grazie di cuore. Ho sempre amato l’elettronica. Pensa che prima dei Rasmus avevo un progetto con un mio amico e facevamo dei pezzi futuristici con le tastiere. Ero innamorato di quel suono vintage. Poi amo molto i Daftpunk, soprattutto i primi due album erano fantastici. L’elettronica ha sempre fatto parte delle nostre canzoni, fin dal 2001 almeno, a volte di più ed a volte di meno. In certi casi l’abbiamo utilizzata per enfatizzare le canzoni ed in altri casi per rendere più efficace la produzione. Abbiamo avuto dei produttori incredibili per questo disco. Prima di tutto Desmond Child, che è una vera leggenda ed è dietro a tutte le migliori canzoni rock degli anni ‘80. Una scoperta invece è stato Joseph McQueen, arrivato proprio a fine sessioni come produttore aggiuntivo. Ha dato un tocco moderno alla scaletta.
Quando avete iniziato a comporre il materiale?
Alcune idee sono vecchie. Ne raccolgo in continuazione, prendo appunti e poi metto insieme certe cose con altre finché non prende vita qualcosa. Alcune idee hanno bisogno di tempo per essere sviluppate. In un certo senso ‘Weirdo’ è come guardare indietro negli ultimi cinque anni. Qualunque cosa sia successa è nel disco. Buona parte della scrittura è nata in Grecia, su un’isola chiamata Andros. Ci siamo stati cinque volte con Desmond Child. La prima volta è stata nel 2007 quando abbiamo composto ‘Black Roses’ ed è diventato un luogo sacro. Tutte le volte andiamo nello stesso hotel e, essendo un’isola molto piccola e tranquilla, è il posto ideale per concentrarci. Le registrazioni sono avvenute principalmente a Nashville, dove vive Desmond, ed è stato bello avere uno studio così grande a disposizione. Facevamo sempre colazione insieme e discutevamo sul processo.
Cosa volevate cambiare rispetto a ‘Rise’?
Questo nuovo album è sicuramente più heavy e dark. Ci sono più chitarre, anche perché Emppu è con noi da tre anni e mezzo.
Oltre ai singoli ‘Break These Chains’ e ‘Love Is A Bitch’, c’è un pezzo chiave del disco che secondo il tuo parere rappresenta al meglio il suono dei Rasmus nel 2025?
Penso a ‘Rest In Pieces’. É forse la canzone più aggressiva che abbiamo mai pubblicato. L’abbiamo suonata dal vivo nell’ultimo tour americano ed è stato eccezionale.
Per ‘Break These Chains’ avete collaborato con Niko Molainen dei Blind Channel..
È un amico e ho pensato subito che fosse adatto a questa canzone. La Finlandia è una nazione piccola e sono molto orgoglioso della scena che abbiamo. Siamo poco più di cinque milioni di abitanti eppure possiamo vantare tante band che vanno in tour in tutto il mondo. L’altra collaborazione è con Lee Jennings dei The Funeral Portrait. Siamo stati con loro in tour negli Stati Uniti e ci supporteranno nel prossimo tour europeo. É la mia band preferita nel catalogo di Better Noise Music.
Pensi che il contratto con la nuova etichetta possa aprirvi nuove porte sul mercato americano?
Quando si è trattato di cercare un’etichetta abbiamo ascoltato tante proposte e la migliore è stata quella di Better Noise Music. Fare bene negli Stati Uniti ci è sempre mancato ed è sicuramente importante, ma quello che conta di più è che lavorano con pochi artisti alla volta. Non fanno uscire troppi dischi perché preferiscono concentrarsi bene su ogni uscita.
Quali sono le band che ti sono piaciute di più recentemente?
Sono un fan di Ghost e Sleep Token. Mi piacciono tanto anche i Bad Omens.
Siete ancora in contatto con le band che facevano parte della scena rock finlandese al momento della vostra esplosione? Penso a H.I.M., To Die For, The 69Eyes...
Sì, ci vediamo spesso. Ville Valo l’ho visto qualche settimana fa e abbiamo parlato anche di un possibile tour. Jyrkill invece mi ha scritto un messaggio perché eravamo in Messico la settimana scorsa. Volevamo bere qualcosa insieme, ma non coincidevano i voli. Aveva già fissato il ritorno a Los Angeles ma rimedieremo presto. Di recente ho visto anche gli Amorphis in aeroporto. Stavano andando in tour ed è sempre bello rivedere gli amici.
Pensi che i Rasmus in passato siano stati incompresi o comunque penalizzati da qualche recensione fuori luogo?
Sì, è successo molte volte. All’inizio ci rimanevo male poi ho capito che siamo ancora qui, suoniamo quello che ci piace, abbiamo la possibilità di produrre grandi album e andare in giro per il mondo. Non posso che ritenermi fortunato e se ho tutto questo lo devo anche alla stampa specializzata. Una volta mi dava più fastidio perché vedevo i Rasmus inseriti in certe categorie senza senso. Adesso mi sento più libero artisticamente e non me ne curo.
(parole di Lauri Ylönen)


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