Ciao Gwyn, dove ti trovi adesso?
Sono a casa a Cleveland. Oggi ho un po’ di interviste, poi ripartiremo con le date dal vivo.
Sono sicuro che avrai tante interviste da fare ma sono altrettanto certo che sarai felice di parlare di questo nuovo disco.
Puoi dirlo forte. Io e Sean abbiamo messo tutto il nostro cuore in queste nuove tracce che ci rappresentano molto. Ci abbiamo messo tre anni ma ‘Heretics & Lullabies’ è quanto di più bello e artistico potessi immaginare. Quando ho iniziato questa avventura ero molto scettica, non perché non volessi trovare un outlet espressivo per i miei sogni o le mie problematiche, ma semplicemente perché non mi ritenevo all’altezza. É stato Sean a spingermi a cantare e non pensavo assolutamente che sarei arrivata tanto lontano. Adesso abbiamo un’etichetta importante alle spalle e facciamo tour in tutto il mondo ed è bellissimo. Però quello che c’è dietro alla realizzazione di un album, il processo di scrittura, la definizione dei testi, la stesura degli arrangiamenti e la componente grafica sono per me qualcosa di insuperabile.
É magico come esibirti davanti a tante persone?
Sicuramente è diverso, ma ugualmente eccitante. È una sorta di rituale e uno scambio di energia con altre persone, che si tratti del pubblico o delle persone che lavorano assieme a noi in studio o per fare uscire l’album.
Quando avete cominciato a comporre il nuovo materiale?
Subito dopo la pubblicazione di ‘Skin & Sorrow’. Siamo andati avanti fino a circa sette mesi fa. Come persone, abbiamo una mentalità piuttosto rigida quindi, soprattutto all’inizio, il processo non è semplice però siamo orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto.
Ritieni che il concept, non solo estetico, della band sia cambiato in questi anni?
Magari si è aggiornato. Ci sono sicuramente dei nuovi elementi sia a livello sonoro che di estetica e immagine. Le visual sono sempre qualcosa di successivo. Per noi è più facile esprimerci attraverso la musica ed è lì che tutto ha inizio. Il suono dà il tono e, una volta che quella sensazione è pienamente realizzata, le immagini iniziano a prendere forma attorno ad essa. Le immagini servono ad amplificare e spiegare il nostro messaggio. Non si tratta tanto di creare un'estetica fine a se stessa, quanto piuttosto di tradurre le emozioni della musica in qualcosa che si possa vedere oltre che ascoltare. Questo album affronta temi quali lo squilibrio di potere, l'inganno e la disuguaglianza. L'ispirazione deriva da esperienze personali. Cerco di interpretare ciò che sta accadendo e spiegarlo in modo che gli altri possano immedesimarsi. Le emozioni che derivano dallo squilibrio, dall'inganno o dalla disuguaglianza sono universali. Possono avere origine in uno spazio personale, ma risuonano su una scala molto più ampia.
Quali sono i temi che ami trattare di più?
Le relazioni burrascose, la salute mentale, la depressione e ultimamente anche la natura dell’eresia e la tossicità del patriarcato.
Vuoi parlarci del videoclip di ‘Heretic’?
Lo abbiamo girato in una chiesa in centro a Cleveland. Una parte del soffitto era mancante e anche il pavimento aveva dei problemi. All’inizio ci siamo chiesti se avrebbe potuto essere il posto giusto, ma poi abbiamo capito che non sarebbe stato così semplice trovare un’altra chiesa che ci avrebbe dato il permesso di girare ciò che volevamo. Credo rappresenti una significativa evoluzione per la band. Basta guardare i primi video per rendersi conto dove siamo adesso. Un altro cambiamento importante riguarda le maschere. All'inizio Sean non voleva farlo, ma penso che aiuti davvero l'estetica della band.
In termini di produzione cosa volevate ottenere stavolta?
Ci siamo imposti di suonare come le band dei primi anni duemila. Prendiamo ispirazione dal gothic, dall’industrial e naturalmente dal metal. ‘Summertime Sadness’ è un altro pezzo che amo molto. Un ibrido che ci rappresenta altrettanto bene.
E invece ‘Souvenirs Of Your Betrayal’?
É una traccia che mi spezza il cuore. Cantarla non è semplice.
Quali sono le cantanti, non necessariamente provenienti dalla scena metal, che ti ispirano maggiormente?
Trovo che Billie Eilish abbia una voce incredibile. Molto emotiva. Sono incuriosita anche dalle White Ring. Fanno witch house music, quindi un genere totalmente differente ma le parti vocali mi colpiscono molto.
Ti occupi ancora di gioielli e moda?
Sì, seguo ancora questo aspetto. Realizzo i vestiti che porto sul palco e per i gioielli faccio riferimento a Katz Little Factory. Ci sono tanti designer indipendenti fantastici che meritano di essere promossi.
Prendi ispirazione anche dall’universo BDSM?
Quando stavo a Toronto partecipavo spesso ad una fetish night dove veniva gente assurda, vestita in maniera incredibile. Amo il latex così come il periodo vittoriano.
(parole di Gwyn Strang)


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