Come stai Fredrik? Dove ti trovi adesso?
Sto bene grazie. Sono a casa, in Svezia, a preparare le ultime cose per le prossime date.
Perchè avete impiegato così tanto a tornare nei negozi dopo ‘Vengeance Ignited’?
Semplicemente perché per fare le cose bene ci vuole tempo. Non ci sono altri motivi. Ci siamo presi tutto il tempo necessario per curare ogni dettaglio alla perfezione. La musica è come il buon vino.
Magari anche il fatto che avete cambiato label..
Non è cambiato molto da quel punto di vista perché il CEO di Icons Creating Evil Art stava dietro anche a Flick Records. In ogni caso il supporto non ci è mai mancato. Una volta scritti i primi riff abbiamo cercato di migliorare i pezzi di mese in mese e nel processo ha influito molto Jona Tee, un produttore fantastico che ha contribuito a rendere il suono più potente e teatrale.
‘The Way We Fall’ ha anche un titolo decisamente più dark.
Lo siamo sicuramente, ma a modo nostro. Alla fine siamo sempre una rock band. A volte ci avviciniamo più al metal, in altri casi al gothic o al dark, ma non cambia quello che è il nostro approccio. Cerchiamo di trasmettere personalità a tutti brani e fare in maniera che dal vivo possano crescere ulteriormente. Ci sono band in cui un membro fa tutto o comunque è responsabile di buona parte del songwriting e della produzione. Nei Sister invece siamo tutte menti pensanti e ognuno di noi offre il proprio contributo per la resa finale. Credo che sia il motivo per cui negli anni ci siamo evoluti così tanto.
Vuoi parlarci di ‘Let Me Be Your Demon’ e ‘Tanz Der Toten’?
Sono due singoli importanti per noi. Ritengo che simboleggino le due anime del disco. Quella più dark, rock n’ roll e decadente e quella più metal e potente. Con questo disco siamo riusciti a catturare la vera essenza dei Sister ed al suo interno puoi trovare le migliori canzoni che abbiamo mai scritto, esaltate da una produzione davvero intensa. È l'album più intenso e potente della nostra storia, con un lato più cupo e spietato che mostra quanto siamo determinati a evolverci e a dare sempre il massimo. Il lavoro di Jona Tee è stato eccezionale e per ‘Tanz Der Toten’ abbiamo avuto l’onore di potere collaborare con una leggenda come Bam Margera. Abbiamo scelto questo brano, nella sua versione più maledetta e cupa, perché l’energia primitiva e caotica rispecchiava perfettamente il suo personaggio. Un’altra traccia che sta andando molto bene in digitale è ‘Blood Sacrifice’.
Quando ho ascoltato ‘Let Me Be Your Demon’ ho subito pensato ai Death SS.
Mi fa piacere se ti ha trasmesso emozioni forti. La collaborazione con Linda Varg lo ha spinto su un livello superiore secondo me. Le nostre influenze sono disparate, vanno dai Mötley Crüe ai W.A.S.P., dagli Hardcore Superstar ai KISS e nel nostro spettro di ascolti ci sono anche death metal band scandinave o vecchie icone del punk rock e dell’hard & heavy. Alla fine però siamo sempre i Sister e ‘Let Me Be Your Demon’ è uno dei pezzi più personali che abbiamo mai composto. Il fatto che sia coinvolta una pop star, quindi una artista che proviene da un mondo totalmente differente dal nostro, rende il tutto più divertente.
Prima o poi dovreste trasferirvi in California, dove tra l’altro attorno al 1976 i Sister esistevano già…
Erano la band pre-W.A.S.P. con Nikki Sixx, Chris Holmes e Randy Piper. Ho letto un paio di articoli su di loro. Riguardo agli Stati Uniti non saprei. Vorrebbe dire cambiare completamente stile di vita ed in fin dei conti qui stiamo bene. A me piacerebbe vivere in Italia invece…
Dalle nostre parti il feedback è sempre elevato.
Sì, assolutamente. Stiamo ricevendo alcune richieste e quindi speriamo di tornare presto. L’ultima volta avremmo dovuto suonare vicino Venezia ma poi il concerto è stato annullato a causa del maltempo. Non so se passeremo con i Wednesday 13, con cui ci siamo trovati molto bene, o con un altro tour. Staremo a vedere.
(parole di Fredrick Hiitomaa)


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