Monolithe
Francia
Pubblicato il 23/11/2012 da Lorenzo Becciani

La storia che si vela dietro a questo terzo capitolo è parecchio intricata. Vuoi riassumerla nei dettagli?
In realtà l'album doveva uscire quattro anni fa e quindi potrebbe sembrare che sia stato pubblicato con assurdo ritardo. La verità è che non parliamo dello stesso album. La versione attuale è stata composta e registrata all'inizio di quest'anno mentre la musica di allora è stata utilizzata per 'Interlude Second'. Magari c'è stata un pò di confusione ma è tutto piuttosto semplice.

Quanto tempo avete impiegato per comporre e registrare l'album?
Sei settimane circa per comporre la musica anche se certe parti risalevano a sessioni precedenti. La registrazione si è svolta in tre mesi anche se lavoravamo un paio di giorni a settimana. In generale quindi è stato tutto molto più veloce che in passato.

Quanto è difficile esprimere tutti i sentimenti in un solo brano?
La lunghezza di una traccia non è necessariamente connessa ai sentimenti che vuoi esprimere. Puoi fare la stessa cosa con un brano corto. La reale difficoltà sta nel rendere interessante l'insieme a chi si pone all'ascolto. Se questo non avviene non serve a nulla dilungarsi così tanto. Abbiamo cercato di fondere più idee insieme mantenendo un flusso intrigante.

Cosa avete chiesto a Robert Høyem in termini di artwork?
Qualcosa che si relazionasse allo spazio ed al nome della band. La prima idea che ci ha proposta è stata scelta come cover perché era perfetta. E' davvero molto talentuoso.

Quali sono le differenze principali tra 'III' e gli altri due capitoli?
Oltre al processo di realizzazione più veloce questo album è più progressive, contiene maggiori idee, cambi di ritmo ed atmosfere. Direi più completo anche se c'è sempre qualcosa di imprevisto che non riesci a catalogare. 'III' copre uno spettro di influenze molto vario e la produzione è estremamente pulita. La musica è rimasta pesante come una scure che ti piomba in testa.

Siete soddisfatti del feedback ricevuto in passato? Quali obiettivi vi siete posti stavolta?
Siamo felici delle belle parole spese su di noi. Quest'album non è stato composto per risultare popolare ma per rappresentare un'opera d'arte prima di tutto. Se alla gente piace ancora meglio. Altrimenti staremo bene ugualmente. Visto che suoniamo un genere molto particolare è un onore essere ascoltati in tutto il mondo.

Quanto è cambiato il vostro approccio compositivo negli anni?
Non molto direi. Siamo diventati più bravi tecnicamente e abbiamo più disciplina. Ho dovuto studiare di nuovo alcune cose dopo essere stato quasi cinque anni senza comporre musica. Gli altri ragazzi si limitano a suonare sul disco per rendere il lavoro più interessante. Dal punto di vista chitarristico con Benoît ci completiamo parecchio.

Come giudichi la scena metal francese?
Ci sono ottime band e sarebbero troppe da citare. Dimenticherei sicuramente qualcuno e non ho intenzione di farlo. Soprattutto in ambito black metal abbiamo dimostrato di sapere muoverci su livelli di assoluta originalità. Non saremo i migliori in termini di professionalità e fama ma dal punto di vista creativo siamo eccellenti.

Pensate di promuovere questo disco dal vivo?
Non abbiamo mai fatto concerti e mai lo faremo. In realtà non abbiamo mai provato insieme.

Come siete entrati in contatto con Debemur Morti? Quali sono i tuoi dischi preferiti nel loro catalogo?
E' stato Vindsval dei Blut Aus Nord a consigliarci questa mossa. Prima uscivamo per la Appease Me che era la sua etichetta. Adoro 'The Desanctification' e 'Cosmosophy' ma anche l'ultimo album dei Manetheren.

Adesso scegli cinque masterpiece doom metal per i nostri lettori..
Cathedral – Forest Of Equilibrium
My Dying Bride – As The Flower Withers
Anathema – The Silent Enigma
Unholy – Gracefallen
Shape Of Despair – Shades Of…

Ami anche dischi provenienti dagli Stati Uniti?
Ho apprezzato soprattutto 'As Heaven Turns To Ash' dei Warhorse ma anche qualcosa degli Evoken e dei Khanate.

Hai qualche rapporto con la religione?
Sono fortemente agnostico tendente all'ateismo. Non credo in niente. Sono troppo razionale per farlo.

Nemmeno nella reincarnazione?
No affatto..

(parole di Sylvain Bégot)

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