Ci sono mille buone ragioni per smettere di fare musica. Il lavoro, le responsabilità, il tempo che si restringe, una vita adulta che inevitabilmente finisce per occupare spazi che un tempo sembravano infiniti. No Apologies, il nuovo album di Capoccia, parte esattamente da qui: dalla scelta di non trasformare nessuna di queste ragioni in una scusa.
ASCOLTA L'ALBUM: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_lqsEXjj8OHu6lKymefnEZYx6iIjPPF6Vc&si=1EmZCcCNiymXRlMA
Il nuovo lavoro del musicista romano raccoglie otto brani - sette punk rock e uno acustico, o quasi - scritti e costruiti nell'arco dell'ultimo anno. È il quarto album pubblicato da Capoccia in sei anni e, probabilmente, quello che fotografa meglio il momento attuale del suo percorso: più consapevole e curato nella scrittura e nella produzione, ma senza perdere l'urgenza che ne ha sempre caratterizzato la musica. Anzi: questa volta Capoccia ha voluto spingere ancora più decisamente sul punk rock.
Il titolo No Apologies non è quindi una dichiarazione di arroganza, né uno slogan. È qualcosa di molto più personale: la promessa di continuare a ritagliare uno spazio per la musica, nonostante tutto.
«Una cosa che mi sono ripromesso già da alcuni anni è lasciare sempre un po' di tempo da dedicare alla musica, per creare nuovi pezzi e scrivere nuovi testi. Con l'avanzare dell'età, il lavoro e l'arrivo di un figlio, il tempo si è inevitabilmente ridotto, ma nei ritagli che rimangono ho sempre voluto dare priorità alla produzione musicale. Il titolo No Apologiesnasce proprio da questo: dal non cercare scuse per non portare avanti questa passione e continuare con il mio progetto.»
Anche il modo in cui il disco è nato racconta molto della sua natura. Non c'è una formula particolarmente sofisticata dietro No Apologies: ci sono idee che arrivano nei momenti meno prevedibili e vengono registrate al volo sul cellulare, prima di diventare bozze chitarra e voce. Poi arriva la batteria e, gradualmente, tutto il resto.
Capoccia scrive, suona, produce e canta personalmente il proprio materiale, portando avanti un processo creativo essenziale e fortemente indipendente. Una dimensione quasi artigianale che in No Apologies non significa però approssimazione: al contrario, l'ultimo anno di lavoro ha dato forma a un disco che il suo autore considera più ragionato e rifinito dei precedenti, pur mantenendo canzoni dirette, veloci e senza inutili sovrastrutture.
Anche i testi rimangono legati a ciò che Capoccia conosce meglio: la propria vita e quello che succede intorno ad essa. Le otto tracce attraversano in particolare i cambiamenti degli ultimi anni, osservati dalla prospettiva di qualcuno che continua a cercare un equilibrio tra ciò che la vita adulta richiede e ciò a cui, semplicemente, non vuole rinunciare.
È una tensione che attraversa anche l'immaginario visivo del disco. La copertina raccoglie infatti richiami a oggetti, suggestioni e riferimenti appartenenti all'infanzia e all'adolescenza di Capoccia, tra anni Novanta e primi Duemila: non tanto un esercizio nostalgico, quanto un filo che collega la persona di oggi al ragazzo che aveva iniziato ad appassionarsi a quella musica.
Perché il punk rock, per Capoccia, è una storia che dura ormai da oltre venticinque anni.
I primi passi arrivano nella scena romana di metà anni Duemila, suonando con diverse band locali. Poi vengono Belfast, Dublino e Monaco di Baviera, città diverse nelle quali continua a portarsi dietro chitarre, distorsioni e quella stessa passione, fino al ritorno a Roma. Negli ultimi anni tutto questo ha trovato una nuova forma nel progetto solista: quattro album in sei anni, costruiti attorno a chitarre punk rock, ritmi tirati e una voce che non ha mai avuto particolare interesse a suonare accomodante.
No Apologies prosegue quella storia senza tentare di reinventarla artificialmente. Non è un disco che vuole dimostrare che il punk rock può diventare qualcosa di diverso. È il disco di qualcuno che, dopo più di venticinque anni, trova ancora un motivo per prendere una chitarra, alzare il volume e scrivere una nuova canzone.
E che, soprattutto, ha deciso di non dover chiedere scusa per continuare a farlo.
Le immagini presenti su questo sito, incluse copertine di album e fotografie degli artisti/band, sono utilizzate esclusivamente a fini informativi, didattici e/o di recensione, nel rispetto delle eccezioni previste dalla normativa sul diritto d’autore (art. 70 L. 633/1941 e s.m.i.). Tutti i diritti restano di proprietà dei rispettivi titolari (autori/fotografi, etichette, editori, agenzie). Le fotografie di persone possono essere soggette a ulteriori diritti di immagine e di personalità. Le immagini sono mostrate in risoluzione ridotta, con attribuzione quando disponibile, e non sono destinate a uso commerciale né a sfruttamento pubblicitario. L’uso delle immagini non implica approvazione o affiliazione da parte degli artisti, delle etichette o dei titolari dei diritti. Se ritieni che un contenuto violi diritti di terzi, contattaci: provvederemo alla verifica e, se del caso, alla rimozione tempestiva.