Curiosamente ad aprire il terzo giorno di festival non è stata una band locale o un arista proveniente dall’altra parte dell’oceano ma Eivør Pálsdóttir, originaria delle isole Fær Øer. La sua discografia è molto ricca e variegata e al Vampire Stage ha messo in scena uno spettacolo molto evocativo con brani tratti dall’ultimo lavoro in studio ‘ENN’, ma anche qualche dal passato.
Non ho trovato particolarmente interessanti i Funeral Portrait, anche se è palese come Lee Jennings faccia di tutto per entrare nel cuore della fascia di pubblico più giovane che magari non ha sentito nemmeno parlare di emocore o post-hardcore. Completamente diverso quello che è successo in occasione del set dei Kublai Khan. I texani hanno ribaltato, e sottolineo ribaltato, il tendone del Moonlight Stage dimostrando una forza tellurica micidiale. Matt Honeycutt è un frontman superbo ed i pezzi di ‘Exhibition Of Prowess’ sono perfetti per scatenare il pogo e fare esplodere qualunque location. In contemporanea suonavano i Queensrÿche e devo dire che mi ha messo molta tristezza vederli ridotti in questo modo. Todd La Torre non vale la metà di chi lo ha preceduto e non sembra nemmeno troppo convinto lui stesso. Geoff Tate dal canto suo pubblica materiale inascoltabile e offensivo nei confronti della storia della band. Un gran peccato.
La prima sorpresa della giornata è stata rappresentata dagli Hellacopters, chiamati all’ultimo secondo a sostituire Tom Morello. Mi dispiace per la madre del chitarrista dei Rage Against The Machine e senza dubbio l’avrei visto volentieri, ma per quanto mi riguarda ci ha guadagnato tutto il festival. Gli svedesi sono arrivati di rincorsa, Dolf de Borst ha dovuto sorbirsi un numero spropositato di ore di volo ma ce l’hanno fatta ed il loro concerto è stato PAZZESCO! Anzi, la dico tutta. Quando vedi suonare gli Hellacopters in Scandinavia, e subito dopo i The Hives, capisci il senso del rock n’ roll. Non quello che vogliono farci intendere le band patinate che vanno nelle classifiche e nemmeno quello dei dischi fatti in studio e prodotti da decine di etichette che campano sulla nostalgia degli anni Settanta o Ottanta. Questo è il rock n’ roll. Mi sono dimenticato di mettere il punto. PUNTO. Nicke Andersson è sempre in grande forma e ‘Toys And Flavors’ e ‘Everything’s On TV’ hanno riscaldato una platea che se n’è fregata del caldo e del sole che picchiava fortissimo e ha reso il set ancora più imperdibile. Sulle note di ‘The Devil Stole The Beat From The Lord’ e ‘Eyes Of Oblivion’ è venuto giù di tutto. Una serie di esplosioni elettriche, cambi di ritmo e grida dissennate. Insomma, manna dal cielo per chi è cresciuto col garage rock anni Novanta e ancora non ha trovato niente di meglio dei riff di ‘By The Grace Of God’ o ‘(Gotta Get Some Action) Now!’.
Non appena terminato il set ho avuto la fortuna di intervistare Anders Odden dei Cadaver e poi mi sono diretto rapidamente al Vampire Stage per fotografare gli Avatar, mentre Storm incendiava il Moonlight con un pubblico non solo giovanile. Gli svedesi sono una macchina da guerra perfetta e il precedente tour di spalla agli Iron Maiden lo ha dimostrato. Un rapido cambio di palco per vedere i Dogstar di Keanu Reeves, musicalmente davvero scialbi ma interessanti per come l’attore di Matrix e John Wick si diverte a stare on stage. Tutta un’altra cosa i The Hives che hanno approfittato del calore lasciato dagli Hellacopters per scatenare un altro delirio. Ho provato con tutto me stesso a fotografarli dal pit ma non so davvero cosa possa essere venuto fuori. Poco prima nella press area ho scattato una foto con Howlin' Pelle Almqvist e Chris Dangerous e sono sembrate le persone più tranquille in circolazione. Una volta in scena il finimondo. Gli apici del set dono stati forse ‘Paint A Picture’, ‘Come On!’ e ‘Tick Tick Boom’ ma anche ‘Hooray Hooray Hooray’ e ‘The Hives Forever Forever The Hives’ hanno fatto danni. Che band ragazzi…
Nemmeno il tempo di respirare e i Behemoth hanno preso possesso del Vampire inaugurando un fine serata dedicato al metal estremo con Koco Franco e Joan Jett & The Blackhearts, chiamati a sostituire Yungblud, come intermezzo prima di Mayhem e Possessed. Nergal e compagni sono chirurgici, il loro show è ormai consolidato e pezzi come ‘Thy Become Eternal’, ‘The Shit Ov God’ e ‘Ov Fire and the Void’ non hanno bisogno di presentazioni. Vanno subiti e basta. Un po’ come in un rapporto di sottomissione, tra master e slave. Spettacolari pure la cover di ‘The Return Of Darkness And Evil’ dei Bathory’ e ‘O Father O Satan O Sun!’.
Di Koco Franco ricorderò le tette, che mi sono trovato in faccia più volte durante la prima parte di show, e l’energia mentre di Joan Jett le cover di ‘Cherry Bomb’ delle Runaways’ e di ‘It’s Only Rock ’n’ Roll (but I Like It)’ dei Rolling Stones. Il concerto dei Mayhem invece non lo dimenticherò mai. Li avevo visti altre volte, sia in Italia che all’estero, ma la band attuale, la conformazione che hanno oggi e la teatralità del loro spettacolo è qualcosa che non hanno mai posseduto in passato. Che i Mayhem siano un culto in Norvegia è banale dirlo. Fin dalle prime ore del pomeriggio non si contavano le t-shirt della band e quasi un’ora prima dell’inizio del concerto la folla di fedeli era già radunata alle transenne. Per il sottoscritto ascoltare ‘Freezing Moon’, ‘Deathcrush’ e ‘Pure Fucking Armageddon’ in questo contesto è stato incredibile. Attila Csihar è un attore di eccellente fattura, Necrobutcher e Hellhammer, come al solito molto disponibile a fine concerto, dimostrano di crederci ancora come quando hanno iniziato la loro lunga avventura nel music business e Ghul e Teloch sono due chitarristi devastanti. L’incarnazione del male.
Mentre tre quarti dei presenti erano a guardare la partita di Coppa del Mondo tra Norvegia e Francia, i Rival Sons scimmiottavano i valori dell’hard rock come fanno da inizio carriera. Molto più interessanti i Possessed di Jeff Bercera, oggettivamente messo male, che non molla di mezzo centimetro e continua a portare avanti con serietà e qualità la sua proposta.
Di seguito gli altri report:
https://suffissocore.com/site/scspecial/154/tons-of-rock-intro
https://suffissocore.com/site/scspecial/156/tons-of-rock-thursday
https://suffissocore.com/site/scspecial/158/tons-of-rock-saturday