
Una nazione come l'Islanda, che racchiude in sé una magia inspiegabile, ha la capacità di trasmettere a tutti i suoi artisti l'abilità di trasformare in musica le sensazioni che regalano le luci del nord, le aurore boreali, i venti gelidi e i paesaggi unici e prodigiosi che appartengono a quella terra. In questo intento è riuscito anche Sindri Már Sigfússon. che per il suo progetto da solista ha scelto di farsi chiamare Sin Fang, fondatore all'inizio del nuovo millennio dei Seabear in cui militava anche la talentuosa e probabile erede di Björk, Sóley Stefánsdóttir, da qualche tempo in pausa. Con alle spalle due album l'estroso musicista, definito il Beck islandese e riconosciuto come l'artista folk sperimentale più stimato in patria, ha consegnato il suo terzo lavoro in studio nelle mani di Alex Somers, produttore e fidanzato di Jón Þor Birgisson, leader dei Sigur Rós. Il risultato ottenuto è chiaramente orientato su sonorità più pop, aspetto che lo rende accessibile a tutti senza però abbandonare mai una solida e marcata sperimentazione, perfezionando tessuti sonori che si possono ritrovare nella musica indie ma con quelle larghe vedute che impediscono di cadere nella banalità nonostante alcuni momenti più convenzionali. L'inizio con “Young Boys” , dove i cori e le voci si intrecciano in modo impeccabile, e la meravigliosa “What's Wrong With Your Eyes”, dinamica e avvolgente al ritmo di pallidi bassi ma con ricorrenti crescendo, sono l'auspicio di un prodotto tecnicamente complesso incastonato in una costante energia sonora. Un viaggio in un continuo contrasto emozionale: tiepidi raggi di sole e fredde notti nordiche, momenti di completa spensieratezza e altri di profonda malinconia, armonie che si spezzano e si ricompongono in spazi melodici che si espandono tra archi, fiati e synth rendendo ogni pezzo prezioso. “See Ribs”, intrisa di ritmi più elettronici, “Look At The Light” e “Everything Alright”, con una batteria più insistente, l'esplosiva “Sunbeam”e “Feel See” dagli arrangiamenti idialliaci, sono altre istantanee notevoli. Dalla terra del fuoco e del ghiaccio arriva un lavoro sognante, sensuale ma allo stesso tempo fresco, composto da brani di grande impatto ma irraggiungibili, raccontati da una voce poetica e pulita. Sin Fang con “Flowers” si conquisterà l'attenzione mediatica che si merita poiché è palese che sia in grado di coltivare la propria arte in un contesto di incessante ispirazione ed evoluzione.


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