Spaceland
Sin Fang
Morr Music
Pubblicato il 08/09/2016 da Lorenzo Becciani
Songs
01 Candyland
02 Not Ready For Your Love
03 Lost Girls
04 I Want You To Know
05 Never Let Me Go
06 Please Don't
07 Branch
08 Snowblind
09 Down
Songs
01 Candyland
02 Not Ready For Your Love
03 Lost Girls
04 I Want You To Know
05 Never Let Me Go
06 Please Don't
07 Branch
08 Snowblind
09 Down

Anche quando lo abbiamo intervistato di recente Sindri Már Sigfússon ci ha confessato che ‘Spaceland’ non esiste se non nella sua testa. È un mondo magico, un po’ assurdo e soprattutto surreale nel quale è ancora tutto possibile e non ci sono limiti imposti da un piccolo gruppo di persone. Un bambino che non desidera svegliarsi dal torpore in cui è caduto. Da una parte psicofarmaci, sostanze additive, sogni ad occhi aperti e ansia costante e dall'altra un parco giochi infinito, un backstage che non si svuota all'alba e tante idee da riempirci un museo. In un mondo così fare musica è ancora come modellare una statua o tratteggiare i contorni di un disegno per poi sperimentare con tinte e tecniche diverse. Ricordo quando la musica dei Seabear veniva descritta come quella di Sufjan Stevens che incontrava gli Arcade Fire in versione acustica oppure i continui paragoni con Beck. Tutte balle. Vi consiglio di fare un salto a Reykjavík e vedere chi è Sin Fang per gli islandesi ovvero una rockstar da gemiti, un idolo per le ragazzine e un compagno di giochi per i musicisti più celebri di quella straordinaria scena. Con questo ambizioso lavoro in studio ha voluto distaccarsi da tutto quello che aveva fatto in precedenza, soprattutto con la sua band principale e 'Summer Echoes', utilizzando il laptop per comporre e stringendo una collaborazione decisiva con Jón Þor Birgisson e Alex Somers. Il primo appare nello strepitoso singolo 'Candyland', una ballata elettronica dei nostri tempi che non ti concede tregua, ed il secondo ha prestato il suo studio per buona parte delle registrazioni. Nella lista degli ospiti troviamo anche Sóley (anche lei attesa ad un ritorno discografico che potrebbe consacrarla definitivamente), Jófríður Ákadóttir delle Pascal Pinon ('Down)' e Farao (nella meravigliosa 'Never Let Me Down'). 'Branch' mantiene il legame con 'Flowers', le derive di Gangly si sentono sparse nella scaletta così come le referenze al panorama elettronico berlinese, mentre 'Lost Girls' e 'I Want You To Know' impiegheranno pochi minuti per fissarsi nelle vostre teste malate. Le liriche sono generate dai frequenti attacchi di panico subiti dall'autore e contrastano apertamente con i colori sgargianti della produzione. Dissonanze che rendono unica e vincente la sua proposta. Sarà interessante capire come verranno trasposti dal vivo i passaggi più significativi di 'Spaceland' e se l'album verrà promosso esclusivamente in ambiente pop e elettronico oppure riuscirà ad ampliare un orizzonte già piuttosto vasto.  

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