Sin Fang
Islanda
Pubblicato il 08/09/2016 da Lorenzo Becciani

Dov'è localizzata esattamente 'Spaceland'?
Nel mio cervello.

Quali erano le tue ambizioni quando hai iniziato la carriera solista? Quanto sono cambiati i tuoi obiettivi dopo tutti questi anni?
La mia unica ambizione è sempre stata quella di divertirmi. Quando la musica diventerà un impegno noioso allora sarà venuto il momento di smettere. Sono ancora ossessionato dallo scrivere canzoni e amo questo lavoro da tredici anni.

Quali sono le memorie musicali più piacevoli legate a quando eri un bambino?
Mi ricordo che stavo seduto alla finestra ascoltando la musicassetta di 'Bad' di Michael Jackson. Avevo appena sei anni.

In questo caso sei stato influenzato da qualche vecchio disco?
Non credo. Ho sempre avuto un approccio più futuristico rispetto ai vecchi dischi che avevo in casa. Questo è il primo album che ho realizzato senza strumenti reali ma solo samples e synth.

È stato difficile scegliere il primo singolo? Cosa ti ha fatto propendere per 'Candyland'?
Volevo che fosse una delle canzoni più vecchie dell'album. Anche se è molto semplice ho pensato rappresentasse bene il resto del materiale.

Il video di Ingibjörg Birgisdóttir è fantastico. Vuoi parlarci del concept?
Il video propone un taglio particolare del tema principale dell'album ovvero l'auto-terapia in seguito ad attacchi di panico. Ingibjörg Birgisdóttir ha interpretato in maniera astratta il dazio dovuto all'ansia fisica e l'ha piazzato in un ambiente colorato e dolce.

Come è nata la collaborazione con Jónsi? Stai pianificando altri featuring per il futuro?
Avevamo lavorato insieme in passato. Quando gli ho detto che stavo cercando degli ospiti per l'album mi ha subito chiesto se l'avrei invitato. A quel punto gli ho girato il pezzo e lui si è occupato del coro. Jónsi e Alex sono stati anche I produttori esecutivi dell'album e ho registrato buona parte dell'album nello studio di Alex e nella casa di Jónsi e Alex a Los Angeles.

Che rapporto hai con gli altri artisti islandesi? C'è una sorta di competizione tra di voi?
La maggior parte dei miei amici sono musicisti che vivono qui. Non c'è assolutamente competizione perché il mercato islandese è piccolo e non varrebbe la pena. Le persone si aiutano a vicenda e in generale sono contente del successo di ogni membro della comunità.

Cosa volevi cambiare o migliorare dopo 'Flowers'?
Nulla in realtà. Sono molto contento di quell'album. Semplicemente non volevo pubblicare un album che nella mia mente non fosse buono almeno quanto 'Flowers'. Ho voluto provare a realizzare qualcosa di totalmente elettronico. Non lo avevo mai fatto in precedenza. È stato divertente ma molto difficile almeno all'inizio. È stato come imparare un nuovo linguaggio.

Quando hai cominciato a comporre il materiale?
Probabilmente due-tre anni fa. Subito dopo finito 'Flowers' ho cominciato a raccogliere materiale e registrarlo in posti diversi. Qui a Reykjavík nel mio studio ed in quello di Alex, come ti dicevo a Los Angeles ma anche mentre stavo viaggiando.

Ti sei ispirato a qualche album in particolare in termini di produzione?
Niente di particolare. Non avevamo alcuna guida al momento di mixare i pezzi.

Adesso prova a recensire 'Lost Girls' e 'Never Let Me Go' per i nostri lettori..
'Lost Girls' è un pezzo che ho scritto dopo aver letto un articolo di giornale su giovani ragazze che scappavano di casa e stavano con uomini anziani che le ricambiavano con droga. 'Never Let Me Go' parla invece dell'ansia e di combattere internamente con sè stesso.

Se dovessi scrivere la sceneggiatura del tuo mondo quali sarebbero scenari e colori?
Sarebbe un mondo piacevole, solare, pieno di persone simpatiche e senza violenza.

Come scrivi solitamente?
In tanti modi diversi. Ho un laptop a casa e spesso lo uso per comporre. Spesso scrivo i testi al computer o con il telefono. A volte utilizzo il registratore vocale per fissare qualche idea sul telefono. Di solito scrivo la base musicale e poi ci canto sopra. Altre volte la melodia nasce in testa e costruisco il resto attorno. Credo di avere provato un pò di tutto in questi anni.

Quanto sono importanti i colori per la tua arte? Ne hai uno preferito?
Quando dipingo o disegno uso un sacco di colori e quindi ritengo siano parecchio importanti. Non ne ho uno preferito in particolare.

(parole di Sindri Már Sigfússon)

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